LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

 

Il primo valore che ci deve guidare in questa sfida è la centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali: la famiglia, quale luogo delle relazioni affettive; il lavoro, quale espressione di un progetto di vita; la comunità e il territorio, quali ambiti di relazioni solidali.

 

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Un modello sociale [....] si realizza non solo attraverso le funzioni pubbliche, ma anche riconoscendo, in sussidiarietà, il valore della famiglia, della impresa profittevole e non, come di tutti i corpi intermedi che concorrono a fare comunità.

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L’attenzione ai meriti e ai bisogni delle persone potrà consentire di meglio coniugare le esigenze della sostenibilità con quelle della equità. Rinnovate politiche per lo sviluppo sociale non sono rivolte al solo obiettivo di una più equa distribuzione della ricchezza, ma risultano funzionali esse stesse a una maggiore capacità di crescita della nostra economia perché riducono il bisogno, alimentano la qualità del capitale umano, stimolano la mobilità sociale, determinano nuovi lavori.

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Al rinnovamento interno deve peraltro corrispondere un convinto impegno nella dimensione internazionale. Il processo di liberalizzazione degli scambi commerciali deve essere accompagnato dal riconoscimento universale di alcuni diritti fondamentali della persona in modo che sviluppo economico e dimensione sociale procedano ovunque di pari passo.

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Si affermano diffusamente i criteri della economia sociale di mercato, quale sola prospettiva che consente di far coesistere, all’interno del medesimo sistema, efficienza e giustizia sociale.

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Le persone prima di tutto, nei provvedimenti anticrisi e nella costruzione del nuovo Welfare. Le persone fine ultimo di ogni azione politica e valore fondamentale nella società che verrà dopo la crisi.

PEOPLE FIRST!!

Maurizio Sacconi

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La CSR

E' possibile scaricare l' "a-Z" sulla Responsabilità Sociale d'Impresa al seguente link:

icon a-Z. L'essenziale sulla Corporate Social Responsibility (590.43 kB)

 

 

  • Cos’è la CSR?
    CSR è l’acronimo di Corporate Social Responsibility, concetto tradotto in Responsabilità Sociale delle Imprese. La CSR può essere definita come “l’integrazione su base volontaria, da parte delle imprese, delle istanze sociali ed ecologiche nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.

 

  • Perché il concetto di Volontarietà?
    Non esiste alcun tipo di vincolo che impone alle imprese l’adozione di politiche e strategie di responsabilità sociale. L’azienda si impegna volontariamente ad andare oltre i limiti di legge perché ritiene che le pratiche di CSR siano in linea con la propria filosofia e i propri fini aziendali.

 

  • Cosa si intende per istanze sociali ed ecologiche?
    Sono le richieste di cui è fatta oggetto l’impresa con riferimento agli effetti indesiderati che le operazioni commerciali producono sulla società o ai disagi che la comunità in cui l’azienda opera può subire per causa o meno dell’agire d’impresa.

 

  • Cosa si intende per operazioni commerciali?
    Si intendono tutte le attività caratteristiche del fare impresa.
    L’approccio alla CSR non si aggiunge o sostituisce alle operazioni commerciali ma ne definisce i metodi e lo spirito.

 

  • Che cosa sono le parti interessate?
    Le parti interessate, o stakeholder, sono tutti i soggetti che a vario titolo sono coinvolti nell’attività dell’impresa, sono cioè i destinatari delle attività intraprese dall’azienda ed i suoi interlocutori di riferimento.

 

  • Perché ci si dovrebbe occupare di responsabilità sociale?
    Perché l’attenzione degli operatori, dell’opinione pubblica e di tutti i portatori di interesse si è ormai concentrata sull’integrità delle imprese e sugli atteggiamenti da queste assunti, non solo nei confronti degli azionisti ma anche della società nel suo complesso. Per cogliere appieno questa sfida diventa necessario investire di più nel capitale umano, nell’ambiente e nei rapporti con le parti interessate.

 

  • A chi si rivolge la CSR?
    La disciplina si rivolge in prima battuta alle imprese; a quelle imprese che già adottano, magari inconsapevolmente, comportamenti responsabili, favorendone un approccio più coerente e strutturato, e alle imprese che non conoscono la disciplina proponendo un nuovo modo di intendere le proprie attività.

 

  • Quali sono le strategie per la CSR?
    Le organizzazioni che decidono di confrontarsi con la responsabilità sociale possono scegliere di farlo facendo: meno di quanto richiesto dagli stakeholder (strategie di reazione); ammettendo l’esistenza di un conflitto esterno/interno e cercando di opporsi ad esso (strategie di difesa); adattandosi alle istanze degli stakeholder (strategie di adattamento) ad esempio con la pubblicazione di un bilancio sociale a seguito delle richieste di una organizzazione non governativa; anticipandone le richieste (strategie di proattività).

 

  • La CSR è solo per le grandi imprese?
    No, ciò che caratterizza l’approccio alla CSR è l’integrazione delle tematiche di responsabilità sociale nelle linee strategiche e di crescita, tanto nelle grandi imprese multinazionali, quanto nelle medie imprese, fino alle piccole o piccolissime (micro) imprese.

 

  • La CSR è solo per le imprese?
    No, le Associazioni, le Fondazioni e tutte le organizzazioni attive nel campo, attraverso la loro azione di catalizzazione e veicolo informativo, hanno la possibilità di fare da cassa di risonanza per la diffusione delle pratiche di CSR nei confronti dei loro membri.Ogni persona, ente, istituzione, organizzazione che abbia interesse nell’agire d’impresa è il destinatario finale delle tematiche di responsabilità sociale proprio perché attraverso un approccio strutturato alla CSR è possibile soddisfare le aspettative di tutti gli stakeholder.

 

  • In quali dimensioni si articola la gestione della responsabilità sociale delle imprese?
    Si articola in primo luogo in una dimensione interna che ricomprende la gestione delle risorse umane, la salute e la sicurezza sul lavoro, l’adattamento alle trasformazioni aziendali, la gestione delle risorse naturali e degli effetti sull’ambiente. In secondo luogo si estende oltre il perimetro aziendale e riguarda le comunità locali, i business partner, i fornitori, i clienti, i consumatori, il rispetto dei diritti umani lungo tutta la filiera produttiva e le istanze ambientali a livello mondiale.

 

  • Quali buone pratiche possono essere coerenti con i principi di CSR nei confronti delle risorse umane?
    Le azioni a beneficio delle risorse umane possono comprendere: politiche di supporto alle persone con disabilità, alle minoranze, formazione eccedente l’obbligatorietà legislativa, agevolazioni per i dipendenti ( fringe benefit) ecc. Un esempio pratico può essere lo sviluppo di attività informative per la prevenzione delle malattie a cui sono invitati idipendenti durante l’orario di lavoro.

 

  • Quali nei confronti dei Soci/Azionisti?
    Si possono citare alcuni esempi come le azioni di comunicazione della composizione del capitale sociale, il coinvolgimento dei Soci nelle attività di formazione insieme ai dipendenti, ai fornitori e ai sindacati, la comunicazione chiara dei risultati e dei possibili rischi futuri.Nei confronti dei soci e degli azionisti è di particolare interesse l’adozione di meccanismi di governance chiari e condivisi.

 

  • E per i Clienti?
    Per i clienti si possono citare: sistemi avanzati di CRM (Customer Relationship Management), analisi periodiche della soddisfazione e delle aspettative della clientela, ecc. Un esempio importante è il coinvolgimento dei propri clienti nell’abbattimento delle barriere e delle discriminazioni realizzando prodotti utilizzabili anche da soggetti svantaggiati.

 

  • Quali per i Fornitori?
    Definizione di politiche per la scelta dei fornitori che assicurino il rispetto delle leggi e delle convenzioni internazionali, richiesta di certificazioni, verifiche del rispetto delle convenzioni e delle leggi, ecc. Esempi caratteristici sono il controllo delle certificazioni di settore e l’istituzione di premi per i fornitori socialmente responsabili.

 

  • E per quanto riguarda i Partner finanziari?
    Adozione di politiche di disclosure e comunicazione agli stakeholder finanziari delle informazioni per consentire scelte di finanziamento corrette.Un esempio è l’istituzione di riunioni periodiche con i partner finanziari per comunicare apertamente i propri risultati e i propri punti di miglioramento.

 

  • È possibile soddisfare anche le aspettative di Stato, Enti locali e Pubblica Amministrazione?
    Si, alcuni esempi possono essere la sottoscrizione di accordi di programma e/o protocolli d'intesa con istituzioni pubbliche, la partecipazione a tavoli strategici per lo sviluppo locale ecc.Un esempio di buona pratica può essere considerata l’adozione di codici di condotta (codici etici) e sistemi di controllo interno per il rispetto delle leggi.

 

  • Per quanto riguarda la Comunità?
    Si possono citare, tra gli altri, l’apertura dell’azienda alla comunità locale, alle Università per partnership e studi, programmi di cooperazione internazionale e corporate giving, collaborazione con associazioni di supporto sociale.Un esempio in tal senso può essere la fornitura gratuita ad associazioni o enti ospedalieri di materiali per l'infanzia (seggioloni, lettini e fasciatoi) e giocattoli.

 

  • E per l’Ambiente?
    Alcune delle molte pratiche in favore del rispetto dell’ambiente possono essere le politiche di riduzione dei consumi energetici e di sostanze inquinanti, la formazione al riciclaggio e alla riduzione dei consumi sia in azienda sia privatamente. Un esempio importante è l’adozione di politiche di riforestazione sulla base delle emissioni di anidride carbonica prodotte nelle attività d’impresa.