LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

 

Il primo valore che ci deve guidare in questa sfida è la centralità della persona, in sé e nelle sue proiezioni relazionali: la famiglia, quale luogo delle relazioni affettive; il lavoro, quale espressione di un progetto di vita; la comunità e il territorio, quali ambiti di relazioni solidali.

 

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Un modello sociale [....] si realizza non solo attraverso le funzioni pubbliche, ma anche riconoscendo, in sussidiarietà, il valore della famiglia, della impresa profittevole e non, come di tutti i corpi intermedi che concorrono a fare comunità.

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L’attenzione ai meriti e ai bisogni delle persone potrà consentire di meglio coniugare le esigenze della sostenibilità con quelle della equità. Rinnovate politiche per lo sviluppo sociale non sono rivolte al solo obiettivo di una più equa distribuzione della ricchezza, ma risultano funzionali esse stesse a una maggiore capacità di crescita della nostra economia perché riducono il bisogno, alimentano la qualità del capitale umano, stimolano la mobilità sociale, determinano nuovi lavori.

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Al rinnovamento interno deve peraltro corrispondere un convinto impegno nella dimensione internazionale. Il processo di liberalizzazione degli scambi commerciali deve essere accompagnato dal riconoscimento universale di alcuni diritti fondamentali della persona in modo che sviluppo economico e dimensione sociale procedano ovunque di pari passo.

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Si affermano diffusamente i criteri della economia sociale di mercato, quale sola prospettiva che consente di far coesistere, all’interno del medesimo sistema, efficienza e giustizia sociale.

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Le persone prima di tutto, nei provvedimenti anticrisi e nella costruzione del nuovo Welfare. Le persone fine ultimo di ogni azione politica e valore fondamentale nella società che verrà dopo la crisi.

PEOPLE FIRST!!

Maurizio Sacconi

Commissione Europea: una nuova comunicazione in materia di CSR

 

Una nuova  strategia dell’Unione Europea sulla CSR. Il documento è stato presentato il 25 Ottobre scorso (A renewed EU strategy 2011-14 for Corporate Social Responsibility (COM 2011/681)).

Con la nuova  Comunicazione del 25 ottobre 2011 sulla CSR la Commissione Europea fornisce nuove indicazioni sulla Responsabilità sociale delle imprese.

 

Nello specifico il nuovo documento:

 

  • prende atto delle iniziative e dei cambiamenti intercorsi dalle precedenti comunicazioni della Commissione sulla CSR (Libro Verde, Comunicazioni 2001, 2002, 2006);
  • ritiene necessario un cambio di passo ed un intervento più incisivo e articolato;
  • propone una nuova definizione di CSR (più semplice ma di più ampia portata);
  • definisce una agenda di 8 punti e 13 iniziative per il 2011-2014.

 

 

La definizione di CSR viene cosi’ riformulata: “La responsabilità delle imprese per il loro impatto sulla società”.

 

Il rispetto della normativa vigente e degli accordi collettivi tra le parti sociali è un presupposto necessario per realizzare tale responsabilità.

Per soddisfare pienamente le loro responsabilità, le imprese dovrebbero dotarsi di un processo per integrare le istanze sociali, ambientali, etiche, i diritti umani e le richieste dei consumatori nelle loro operazioni commerciali e nelle strategie, in stretta collaborazione con le parti interessate e con l'obiettivo di: massimizzare la creazione di valore condiviso per i loro proprietari / azionisti e per le altre parti interessate e la società in generale e individuare, prevenire e mitigare i possibili effetti negativi.

 

Agenda della Commissione Europea 2011 – 2014 sulla CSR:  8 punti

 

La Commissione europea ha poi elaborato un’Agenda d’azione che comprende un articolato programma di  impegni e proposte rivolti ad imprese e stakeholders che sono stati cosi’ sintetizzati:

 

1. Aumentare la visibilità e la diffusione di buone pratiche

Nel 2013 piattaforme settoriali per la CSR e dal 2012 istituzione di un premio europeo

 

2. Aumentare la fiducia e punire gli abusi

Revisione nel 2012 della direttiva sulle pratiche commerciali non corrette (inserimento del greenwashing)

 

3. Aumentare la capacità di auto e co-regolazione

Lancio nel 2012 di un processo di definizione di buone pratiche ed esercizi di auto e co-regolazione

 

4. Aumentare la capacità di remunerazione del mercato

Revisione piano di azione per il consumo sostenibile, revisione nel 2011 della Direttiva sugli Acquisti Pubblici, richiesta ai Fondi di investimento di dichiarare i criteri etici utilizzati

 

5. Aumentare la trasparenza e la rendicontazione su ambiente e società

Proposta legislativa per rendere più omogenea la rendicontazione a livello comunitario

 

6. Integrare la CSR nella formazione e nei curricula accademici

Azioni per inserire la CSR nei curricula accademici e professionali a partire dal 2012

 

7. Aumentare la rilevanza e la portata di politiche nazionali e regionali di CSR

Dal 2012 condivisione delle politiche nazionali in materia di CSR da declinare secondo obiettivi 2020

 

8. Allineare gli approcci europei alla CSR

Standard internazionali (ISO 26000, Linee Guida OCSE, Global Compact, Dichiarazione Tripartita ILO), Linee Guida ONU su imprese e diritti umani e meccanismi di protezione anche in altre regioni del mondo

 

In sintesi: il Rispetto della legge e degli accordi con le PARTI SOCIALI è un prerequisito. OBIETTIVO della CSR è la massimizzazione del VALORE CONDIVISO